Dall’Argentina arriva il legno commestibile

I bambini sono abituati a mettere in bocca di tutto perché è il loro metodo per imparare a conoscere il mondo e, forse, non sbagliano. Questo lo hanno capito in Argentina, dove hanno “inventato” il legno commestibile, un’idea che è stata snobbata dall’industria ma piace tanto ai grandi chef del mondo.

Vuoi un pezzo di Yacaratiá?

Il legno di cui parliamo è tratto dall’albero di Yacaratiá, che cresce libero nella giungla che si snoda lungo il  fiume Paraná, ed è protetto da alberi ancora più grandi di lui. Si perché non si può certo definire un albero piccolo visto che la sua altezza può arrivare tranquillamente a 15 metri. La sua caratteristica è quella di avere delle cellule che contengono un’elevata quantità di acqua e di sostanze nutritive. La scoperta, in realtà, non è così recente visto che già gli aborigeni ne aveva intuito le potenzialità e  utilizzavano questo legno per sopravvivere nella foresta: utile per soddisfare la sete e il fabbisogno di vitamine e minerali. Gli aborigeni dovevano essere anche molto golosi visto che usavano questo legno  per preparare gli antesignani naturali dei marshmallows. Prendevano dei pezzetti di legno, li intingevano nel miele e poi li facevano rosolare sul fuoco!

Vedendo questa goloseria degli aborigeni, una famiglia ha deciso di renderlo fruibile a tutti così ha inventato nuovi modi per proporre questo legno che, proprio per la sua consistenza, non è adatto ad altri utilizzi. Il legno viene trattato in modo naturale per ridurre la rigidità e il sapore e, nonostante mantenga venature e anelli di crescita, diventa molto più morbido e, di conseguenza, adatto anche a preparare confetture, praline, dolci e altre golosità.

Cosa si cucina con questo legno?

Voi penserete che è una follia mangiare del legno? Provate a chiudere gli occhi e assaggiate un pezzo di Yacaratiá trattato (che viene immerso in miele o sciroppo) accompagnato da una birra scura dal leggero retrogusto affumicato, che magari vi siete preparati da soli con i kit di agristorecosenza.it,e sentirete che meraviglia! Sarà come mangiare un pezzo di cotognata! La consistenza e il sapore sono molto simili, ma con un leggero retrogusto unico.

Basta pensare che chef come Fernando Rivola o Gonzalo Aramburo lo hanno inserito nei loro menù, in abbinamento a formaggi e dolci. Anche in Italia si può gustare il legno dolce: a Palermo, Hernan Gippono prepara un gelato in cui il legno è abbinato a formaggio di capra, arachidi e prugne, mentre a Lucca lo preparano con latte di capra, pezzi  di mandorle e Yacaratiá.

La flora in Argentina: ricchezza immensa

In Argentina, la natura, è la vera padrona del territorio. La presenza di alberi meravigliosi e imponenti rende questa terra particolare dal punto di vista floreale.

Le essenze più originali

In Argentina sono presenti alcune delle essenze più rare ed originali che vengono impiegate nel mondo dei parquet, come è possibile vedere su parquet-laminati.it, a partire dall’eucalipto, un legno molto apprezzato per la sua varietà di colore e per il suo profumo. Le piante di questo paese, però, oltre ad essere bellissime, hanno tutte delle caratteristiche particolari.

L’Ombù che si trova nella Pampa, ad esempio, raggiunge dimensioni notevoli ma in realtà non è una pianta, è un’erba. Il Ceibo, invece, fa dei meravigliosi grappoli di fiori rossi che da cilindrici, al momento di sbocciare, diventano conici. Questo è il fiore nazionale argentino.  La pianta di Jacarandà, invece, presente anche in alcune zona dell’Africa, Asia, Iran e Australia, fiorisce a novembre e regala delle meravigliose macchie colore viola.

Tra le piante a noi sconosciute c’è il Palo Borracho, letteralmente tronco ubriaco. Questo nome si deve alla sua forma che ricorda la pancia di un ubriacone. Nella versione adulta, il tronco è fornito di grosse spine e la sua forma cambia per immagazzinare acqua. Quando fiorisce riempie le città di fiori bianchi o rosa e dal suo frutto si ricava una fibra vegetale utilizzata per le imbottiture. Il Lapacho Rosado, invece, è esile ma quando fiorisce si riempie di piccole campanule rosa. Dalla corteccia viene anche ricavato un tè che non ha un sapore molto gradevole, ma si dice abbia molte proprietà curative.

Le piante di casa nostra

Ci sono alcune piante che siamo abituati a vedere anche nelle nostre città o nelle nostre case ma, forse, non ne conosciamo la provenienza come, ad esempio la Stella di Natale o Euforbia. Questa arriva nelle nostre case sotto forma di piccole piantine, ma in natura questa pianta supera i due metri. Anche il Tilo (che noi conosciamo come tiglio) è molto apprezzato in Argentina in particolare per l’infuso che si ricava dai suoi fiori. È molto diffuso come digestivo dopo cena e viene servito normalmente in qualsiasi casa. Altra pianta che adorna le nostre case è il Ficus che costringiamo a vivere negli ambienti chiusi, ma in Argentina vive all’aperto e supera tranquillamente i due metri di altezza, senza che nessuno si preoccupi delle foglie che cadono. Altra pianta di cui condividiamo la conoscenza con l’Argentina è l’Agapanthus che regala infiorescenze di lunga durata.

Cosa sapere prima di visitare l’Argentina

Stai pensando di organizzare un bel viaggio in Argentina? Questo vademecum ti fornisce tutte le notizie necessarie ad affrontarlo serenamente.

Documenti

Iniziamo con le belle notizie! Ai cittadini italiani, per soggiorni fino a 3 mesi basta il passaporto in corso di validità (almeno 3 mesi al momento dell’ingresso nel Paese) e non serve nessun visto. Queste regole valgono anche per Cile, Bolivia, Paraguay, Brasile e Uruguay. Non è consigliata nessuna vaccinazione e il livello igienico in tutto il Paese è eccellente, quindi si possono consumare cibi e bevande senza problemi. L’unica cosa richiesta è la garanzia di fondi sufficienti a mantenersi durante il soggiorno e, all’uscita dall’Argentina, non si possono portare più di 10.000 dollari USA. Prima di partire è consigliato stipulare una polizza assicurativa per assistenza medica, regola utile per qualsiasi luogo s’intenda visitare. Se si utilizzano dei medicinali specifici è bene portarli con sé e dichiararli alla dogana. Questo perché il nome di un medicinale, in un altro Paese, potrebbe cambiare quindi sarebbe difficile da reperire.

Valuta e acquisti

La valuta ufficiale in Argentina è il peso e 1 Euro equivale  circa a 3,30 pesos argentini, ma per il cambio meglio consultare il valore al momento della partenza. Si possono utilizzare tranquillamente le carte di credito che sono accettate ovunque, meno apprezzati i travellers’cheque. Gli euro possono essere cambiati in qualsiasi banca o casa di cambio autorizzata. In genere si lascia il 10% di mancia nei ristoranti, caffetterie, tassisti e facchini. Ricorda che non è abitudine contrattare.Tra gli acquisti consigliati ci sono gli oggetti in cuoio, quelli d’antiquariato (ma attenzione perché per poterli esportare senza problemi devono essere muniti di una dichiarazione specifica) e maglioni in lana che sono molto pregiati ma non proprio facili da trovare.

Notizie generali

In Argentina non è ancora molto diffuso l’uso dei cellulari e si trovano ancora molti telefoni pubblici che funzionano a monete oppure locali dove è possibile telefonare 24 ore su 24. Potete comunque utilizzare tranquillamente il vostro smartphone ma, se pensate di acquistarlo prima di partire, ad esempio un cellulare rigenerato su secondlifephone.it, chiedete conferma sul suo funzionamento oltre oceano. Per le chiamate all’interno dell’Argentina dovete utilizzare 0 + prefisso della località + numero, mentre se chiamate all’estero (esempio da Argentina all’Italia)  si deve comporre 00 + prefisso del Paese + prefisso della città + numero. Dalle 22.00 alle 8.00 le tariffe sono ridotte. I numeri 0-800 e 0-810 sono gratuiti.

Per spostarsi da un punto all’altro di questo grande Stato, a volte, conviene  utilizzare l’aereo piuttosto che l’autobus: sono più veloci ed economici. L’elettricità è a 220 volt e le prese sono come quelle italiane, quindi non richiedono adattatori. Le guide sono molto valide e sono disponibili in italiano, inglese e spagnolo. Si possono incontrare diversi tipi di clima, in base ai luoghi che si visitano, quindi è bene vestirsi a cipolla e avere a portata di mano un capo che protegga dal vento.

L’ambasciata italiana in Argentina

L’ambasciata italiana in Argentina è un’istituzione molto importante ed è nata nel 1923 quando, su quella terra, arrivò l’Ambasciatore Aldrovandi Marescotti conte di Viano. Tra Italia e Argentina era nata un’amicizia forte e prosperosa e gli italiani in quella terra erano tantissimi. Marescotti se ne rese subito conto dalla grande presenza di padri dell’Argentina che potevano vantare radici in terra italiana.

La magione destinata a diventare Ambasciata d’Italia

Anche l’arte era stata influenzata positivamente dalla grande presenza di italiani, tanto che i palazzi più belli di Buenos Aires erano tutti nati dalla mente di architetti italiani. Nonostante ciò, in previsione di una visita del Principe di Savoia, il presidente Alvear decise di acquistare una magione in stile francese, fatta costruire da un parente del presidente stesso che adorava la vita francese e tutto quello che gli ricordava Parigi. Purtroppo questa struttura non accontentò del tutto i suoi gusti, così decise di venderla immediatamente, senza mai sostarci un giorno. La struttura, che ospita tuttora l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires risale all’inizio degli anni ’20 e per “italianizzare” la struttura, vennero inviate dall’Italia molte sculture esterne e tutto l’arredo. La facciata, arricchita da balaustre e sculture di angeli, appare sobria e signorile grazie anche all’eleganza dell’illuminazione esterna che mette in risalto i tratti salienti dell’ambasciata. Chi desidera ricreare un piccolo angolo di Ambasciata d’Italia in Argentina nella propria casa, può approfittare delle lampade in gesso di luceled.com, che riproducono la stessa eleganza di alcune forme classiche presenti in quella meravigliosa struttura.

Il Palazzo è adornato da diversi quadri di notevole importanza come i due dipinti ovali posizionati lungo la scala e attribuiti a Giacinto Diana, oppure il “Ritratto di gentildonna” che si trova al’ingresso delle sale di ricevimento, di origine fiamminga ma dipinto da un pittore che lavora presso la corte dei Medici.

Ad adornare il salone dei ricevimenti ci sono quattro oli di Francesco Guardi che ritraggono alcuni scorci di Venezia, mentre il mobilio, proveniente direttamente da casa Savoia arricchisce con il finissimo stile Luigi XV. Anche il salottino dei ricevimenti, più piccolo e intimo, accoglie notevoli opere d’arte come un olio di Pandolfo Reschi, uno di Clarisseau e uno di Brescianino delle Battaglie.

La sala da pranzo gode di una luce soffusa e magica creata dalle vetrate che la lasciano filtrare  in modo sobrio e tenue, regalando piacevoli giochi di  luce. Il soffitto a cassettoni,e la boiserie delle pareti fanno da contorno ad un sobrio tavolo in noce antica: elegante ma austero al contempo.

 

Juliana Awada, la First Lady argentina, molto elegante, ma….

Juliana Awada, la First Lady argentina, è sicuramente una donna di gran classe e ha dimostrato in più occasioni la sua raffinata eleganza.

Chi è Juliana Awada?

La bella moglie del presidente Mauricio Macri, sempre sorridente e sofisticata, classe 1974, è di origini libanesi e siriane ma è nata a Villa Ballester. La famiglia di Juliana Awada è composta da altre tre sorelle (tutte artiste) e un fratello che è attore. L’amore della moglie del presidente per la moda si è rafforzato sicuramente con il suo primo matrimonio, quando a soli 23 anni ha sposato Gustavo Cappello, che aveva conosciuto durante il suo lavoro di stilista nell’impresa della famiglia di lui. Il suo amore per la moda, la classe, l’eleganza, la raffinatezza l’hanno portata ad essere la First Lady più elegante del mondo, questo è sicuramente un gran riconoscimento al suo stile. La classe, però, non è il suo unico lato positivo.  La moglie del presidente, infatti, è molto amata sia per il suo modo di apparire, sia per la sua dolcezza di carattere che pian piano sta conquistando il cuore di molti argentini.

Una piccola pecca nell’eleganza della First Lady

Purtroppo, nonostante sia sempre impeccabile, sembra non ami dedicare molto tempo alle  acconciature. Come si vede in molte immagini, infatti, ha spesso i capelli sciolti o appuntati dietro la nuca con nonchalance. È un peccato perché ha un colore di capelli molto bello e con qualche attenzione in più potrebbero aumentare  il suo fascino, portandolo alle stelle. In quelle poche occasioni in cui la Awada ha i capelli raccolti, infatti,  sprigiona una finezza fuori dal normale.

I capelli lunghi, come tutti sanno, hanno bisogno di molte cure, e di prodotti appropriati, come possiamo vedere su prodottixcapelli.com, ma dobbiamo ammettere che  una bella capigliatura lucente, senza doppie punte, morbida e setosa , rende migliore qualsiasi viso, figuriamoci quello di una donna così raffinata. La bellezza di una donna passa attraverso molti particolari: l’abbigliamento in primis, su questo non discutiamo, ma anche sul trucco, sull’acconciatura e sugli accessori.

Forse, la bellissima First Lady non ha voluto infierire contro le comuni mortali, è ha deciso volutamente di trascurare questo piccolo particolare, così, qualcuna potrà vantarsi di avere qualcosa di più bello di lei a cavarsi una piccola soddisfazione.

Scherzi a parte, trattare la propria chioma con cura e utilizzando i prodotti giusti, non solo si rafforza la salute del capello, ma si riesce a donare al proprio viso una luce diversa , più intensa.