Juliana Awada, la First Lady argentina, molto elegante, ma….

Juliana Awada, la First Lady argentina, è sicuramente una donna di gran classe e ha dimostrato in più occasioni la sua raffinata eleganza.

Chi è Juliana Awada?

La bella moglie del presidente Mauricio Macri, sempre sorridente e sofisticata, classe 1974, è di origini libanesi e siriane ma è nata a Villa Ballester. La famiglia di Juliana Awada è composta da altre tre sorelle (tutte artiste) e un fratello che è attore. L’amore della moglie del presidente per la moda si è rafforzato sicuramente con il suo primo matrimonio, quando a soli 23 anni ha sposato Gustavo Cappello, che aveva conosciuto durante il suo lavoro di stilista nell’impresa della famiglia di lui. Il suo amore per la moda, la classe, l’eleganza, la raffinatezza l’hanno portata ad essere la First Lady più elegante del mondo, questo è sicuramente un gran riconoscimento al suo stile. La classe, però, non è il suo unico lato positivo.  La moglie del presidente, infatti, è molto amata sia per il suo modo di apparire, sia per la sua dolcezza di carattere che pian piano sta conquistando il cuore di molti argentini.

Una piccola pecca nell’eleganza della First Lady

Purtroppo, nonostante sia sempre impeccabile, sembra non ami dedicare molto tempo alle  acconciature. Come si vede in molte immagini, infatti, ha spesso i capelli sciolti o appuntati dietro la nuca con nonchalance. È un peccato perché ha un colore di capelli molto bello e con qualche attenzione in più potrebbero aumentare  il suo fascino, portandolo alle stelle. In quelle poche occasioni in cui la Awada ha i capelli raccolti, infatti,  sprigiona una finezza fuori dal normale.

I capelli lunghi, come tutti sanno, hanno bisogno di molte cure, e di prodotti appropriati, come possiamo vedere su prodottixcapelli.com, ma dobbiamo ammettere che  una bella capigliatura lucente, senza doppie punte, morbida e setosa , rende migliore qualsiasi viso, figuriamoci quello di una donna così raffinata. La bellezza di una donna passa attraverso molti particolari: l’abbigliamento in primis, su questo non discutiamo, ma anche sul trucco, sull’acconciatura e sugli accessori.

Forse, la bellissima First Lady non ha voluto infierire contro le comuni mortali, è ha deciso volutamente di trascurare questo piccolo particolare, così, qualcuna potrà vantarsi di avere qualcosa di più bello di lei a cavarsi una piccola soddisfazione.

Scherzi a parte, trattare la propria chioma con cura e utilizzando i prodotti giusti, non solo si rafforza la salute del capello, ma si riesce a donare al proprio viso una luce diversa , più intensa.

Che fine ha fatto il sottomarino San Juan?

In questi giorni, in Argentina, si stanno vivendo momenti di panico, dolore, paura e preoccupazione sulle sorti del sottomarino San Juan di cui non si sa più nulla dal 15 novembre. Il sottomarino, con 44 persone a bordo, era partito da Ushuaia, nell’estremo sud del paese, e doveva raggiungere la base navale di Mar del Plata. L’ultimo messaggio è arrivato quando si trovava a 430 chilometri al largo della costa, e poi più nulla. Sabato, dalle 9 del mattino alle 3 del pomeriggio sono stati registrati 7 tentativi di chiamate satellitari, ma la Marina Militare ha dichiarato che non erano provenienti dal sottomarino.

Le famiglie degli occupanti del sottomarino hanno chiesto di fornire maggior informazioni sulla situazione. Alla ricerca del sottomarino ci sono tredici navi e sei aerei ma le ricerche sono complicate anche a causa del maltempo. Quello che non si riesce a comprendere è l’assoluta mancanza di dati: non si sa neppure se il sommergibile sia affondato o se si trova in  superficie. Alla ricerca del mezzo stanno collaborando anche la Nasa, gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Cile.

Il sottomarino è stato acquistato dalla Germania ed è stato prodotto nel 1983 ed è il più recente dei tre sottomarini in possesso della Marina Militare Argentina. Proprio ieri è stato pubblicato da una televisione argentina, il testo integrale dell’ultima comunicazione del San Juan. Testo che riduce drasticamente la speranza di ritrovare vivo l’equipaggio. Infiltrazioni di acqua, batterie in avaria e un corto circuito che ha dato inizio ad un incendio, sono i dati contenuti nel messaggio.

I famigliari avvolti nel dolore, dell’incredulità e nell’incertezza per la mancanza di informazioni certe, sono distrutti, ma hanno deciso di costituirsi parte civile proprio per questa mancanza di considerazione e rispetto da parte delle alte cariche. Questo silenzio gli ha straziato i cuori ancora più dell’attesa.