L’ambasciata italiana in Argentina

L’ambasciata italiana in Argentina è un’istituzione molto importante ed è nata nel 1923 quando, su quella terra, arrivò l’Ambasciatore Aldrovandi Marescotti conte di Viano. Tra Italia e Argentina era nata un’amicizia forte e prosperosa e gli italiani in quella terra erano tantissimi. Marescotti se ne rese subito conto dalla grande presenza di padri dell’Argentina che potevano vantare radici in terra italiana.

La magione destinata a diventare Ambasciata d’Italia

Anche l’arte era stata influenzata positivamente dalla grande presenza di italiani, tanto che i palazzi più belli di Buenos Aires erano tutti nati dalla mente di architetti italiani. Nonostante ciò, in previsione di una visita del Principe di Savoia, il presidente Alvear decise di acquistare una magione in stile francese, fatta costruire da un parente del presidente stesso che adorava la vita francese e tutto quello che gli ricordava Parigi. Purtroppo questa struttura non accontentò del tutto i suoi gusti, così decise di venderla immediatamente, senza mai sostarci un giorno. La struttura, che ospita tuttora l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires risale all’inizio degli anni ’20 e per “italianizzare” la struttura, vennero inviate dall’Italia molte sculture esterne e tutto l’arredo. La facciata, arricchita da balaustre e sculture di angeli, appare sobria e signorile grazie anche all’eleganza dell’illuminazione esterna che mette in risalto i tratti salienti dell’ambasciata. Chi desidera ricreare un piccolo angolo di Ambasciata d’Italia in Argentina nella propria casa, può approfittare delle lampade in gesso di luceled.com, che riproducono la stessa eleganza di alcune forme classiche presenti in quella meravigliosa struttura.

Il Palazzo è adornato da diversi quadri di notevole importanza come i due dipinti ovali posizionati lungo la scala e attribuiti a Giacinto Diana, oppure il “Ritratto di gentildonna” che si trova al’ingresso delle sale di ricevimento, di origine fiamminga ma dipinto da un pittore che lavora presso la corte dei Medici.

Ad adornare il salone dei ricevimenti ci sono quattro oli di Francesco Guardi che ritraggono alcuni scorci di Venezia, mentre il mobilio, proveniente direttamente da casa Savoia arricchisce con il finissimo stile Luigi XV. Anche il salottino dei ricevimenti, più piccolo e intimo, accoglie notevoli opere d’arte come un olio di Pandolfo Reschi, uno di Clarisseau e uno di Brescianino delle Battaglie.

La sala da pranzo gode di una luce soffusa e magica creata dalle vetrate che la lasciano filtrare  in modo sobrio e tenue, regalando piacevoli giochi di  luce. Il soffitto a cassettoni,e la boiserie delle pareti fanno da contorno ad un sobrio tavolo in noce antica: elegante ma austero al contempo.

 

Breve storia dell’Argentina

Non è certo possibile concentrare in poche righe la lunga storia dell’Argentina, ma proviamo a segnare i punti più salienti. Ad esempio, da cosa deriva il nome di questo stato? Da argentum perché quando arrivarono i conquistadores, gli indigeni gli offrirono manufatti in argento, così la leggenda della Sierra di Plata arrivò alla Spagna che, in cambio della distruzione della popolazione autoctona e del ladrocinio di tutte le ricchezze, diede un nome a quella terra: Argentina.

La presenza umana nella zona dell’Argentina risale a circa 13.000 anni fa e, in particolare, era stanziata nella zona della Patagonia. All’inizio del primo secolo dopo la nascita di Cristo, ci fu un grande aumento delle popolazioni che si stanziarono nella regione delle Ande. Nel 1480 gli Inca conquistarono la parte nord-occidentale dell’Argentina, mentre nella area nord-orientale si erano stabiliti i Guaranì, fino all’arrivo degli europei.

Con l’inizio della colonizzazione, i portoghesi si stabilirono sulla sponda orientale del Rio de la Plata e nel 1776, con la qualifica di vicereame, ebbero inizio i primi desideri di indipendenza che venne proclamata solo nel 1816. Da quel momento l’Argentina vide l’alternarsi di una serie di dittature truculente, guerre e colpi di stato, come quello che costrinse Peron all’esilio e venne sostituito da un governo militare durato quasi trent’anni.

Nel 1983 andò al potere Alfonsin, seguito nel 1989 da Menem che venne sostituito nel 1999 da Fernando De La Rua che promise di impegnarsi a combattere la corruzione. Ma la grave crisi economica del 2001 lo costrinse alle dimissioni e il suo posto fu preso da Duhalde. Nel 2003, quando la situazione incominciò a stabilizzarsi, prese il potere Néstor Kirchner che riuscì a ripianare il debito con il Fondo Monetario Internazionale. Purtroppo, sembra che la storia dell’Argentina debba sempre essere segnata da forti scossoni sia a livello politico che a livello finanziario, ma tutti ci auguriamo che trovi definitivamente la sua stabilità.